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mercoledì 10 marzo 2010

6 Marzo 2010


E’ incredibile, ma dopo quasi 2 anni sono riuscito ad avere il tempo e la voglia di mettere mano al mio sito. Stavo per perdere le speranze, ma è giunto il momento di raccogliere e di organizzare le mie attività. I progetti e le idee sono - come al solito - tante, forse troppe e sparse in maniera disordinatissima nei miei hard disk, nei miei quaderni di appunti, nei fogli e foglietti che popolano la mia casa. Come se gli oggetti fisici non bastassero.

Intanto il mio paese è definitivamente caduto in una voragine, io sto vagliando l’ipotesi di dimettermi da cittadino, penso che se l’unico diritto-potere che ho è quello politico, nel momento in cui la politica è di fatto sospesa io non possa essere considerato un cittadino. Non posso neanche essere considerato consumatore - per la precarietà dalla mia condizione - né tantomeno uno spettatore; in sostanza, per questa società, io non sono.

Mentre le voci di alcune trasmissioni vanno in fade out - ma intendiamoci la tv è sempre ben accesa al massimo del volume possibile - e lo sconforto si fa sempre più grande, trovo ristoro in vecchie parole e in vecchi filmati di gente perbene.

In ogni caso le mie attività vanno avanti.

Oggi ho letto alcune cose cercando ispirazione per i testi del disco sulle “janare”, buttato giù qualche linea interessante, da rivedere a mente fredda.
Visto “Basta che funzioni” di W. Allen, mi è piaciuto. Amaro e ottimista allo stesso tempo, molto snob ma divertente.

Gli Oval e i The Books mi fanno buona compagnia, con una piccola parentesi Gaberiana giusto per stupirmi ancora una volta della lucidità di alcune persone.

Cosa ho imparato oggi ?
Aspetto di andare a letto per darmi la risposta...

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