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sabato 27 marzo 2010

27 Marzo 2010

Rivoluzione.

Ha ragione Monicelli, ci sarebbe bisogno di una rivoluzione, ma in quale forma ?
Le armi decisamente le metterei da parte, ho visto a cosa ci hanno portato, lo abbiamo visto tutti. Il voto non mi sembra abbastanza. L'unica cosa che mi viene in mente è il "modo di vivere". Nella condizione in cui viviamo, mi sa che è la nostra unica arma. Un cambio radicale dei comportamenti, sia di quelli pubblici che di quelli privati. A partire dai rapporti con e verso l'esterno, dal modo in cui comunichiamo, parliamo o facciamo il nostro mestiere; dal modo in cui approcciamo le merci, e da quello in cui ci confrontiamo con la comunicazione, con la tecnologia, con la cultura e con l'arte.
Forse c'è bisogno di una nuova coscienza di classe, una coscienza basata sulla consapevolezza del "posto" che occupiamo nella catena di montaggio di Chapliniana memoria che chiamiamo società. Quale puo' essere il bastone che possiamo mettere tra le ruote del sistema ? In che modo si puo' resettare tutto ? A queste domande non so dare ancora una risposta e questo non è bello. Di sicuro vedo il mio paese come L'Aquila, macerie sotto chiave e case vuote. C'è da capire se quella notte io ridevo o no.

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