Mi chiedo sempre più spesso quale debba essere la mia funzione come “artista”. Ho sempre molta difficoltà ad usare questo termine, per pudore ma anche per oggettiva incongruenza con quello che generalmente faccio. In ogni caso lo userò lo stesso, giusto per capirci.
In un momento storico come quello che viviamo, con un evidente declino della civiltà, o perlomeno con una netta percezione di declino di quello che pensiamo che sia la nostra civiltà, come si deve comportare chi “fa” arte ?
Deve prendere posizione contro tutto il desolante presente, formando una sorta di nuova poetica “politica” ?
Deve proporre nuovi scenari, nuove visioni del mondo, anche se queste possano rivelarsi surreali o metafisiche ?
Deve raccontare ?
Deve tradurre la realtà in maniera da farla comprendere al più ampio numero di persone possibile ?
Deve recuperare quanto più possibile dal passato per rilanciarne i valori “assoluti” ?
E' possibile, inoltre, cercare di fare tutte queste cose assieme ?
In un momento storico come quello che viviamo, con un evidente declino della civiltà, o perlomeno con una netta percezione di declino di quello che pensiamo che sia la nostra civiltà, come si deve comportare chi “fa” arte ?
Deve prendere posizione contro tutto il desolante presente, formando una sorta di nuova poetica “politica” ?
Deve proporre nuovi scenari, nuove visioni del mondo, anche se queste possano rivelarsi surreali o metafisiche ?
Deve raccontare ?
Deve tradurre la realtà in maniera da farla comprendere al più ampio numero di persone possibile ?
Deve recuperare quanto più possibile dal passato per rilanciarne i valori “assoluti” ?
E' possibile, inoltre, cercare di fare tutte queste cose assieme ?

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